Fragile ed Enel: monitorare la superficie della Terra innovando il settore energetico

Pubblicato il mercoledì, 29 luglio 2020

La tecnologia InSAR tradizionale può essere usata a livello di bacino idrografico per individuare movimenti del terreno più veloci di 40 mm/anno

Tra i clienti di Fragile figurano agenzie della Protezione Civile e aziende che gestiscono grandi infrastrutture, come dighe e oleodotti. Tra queste ci sono ovviamente ad aziende del settore energia. “In aree dove problemi geologici e geotecnici come frane e doline sono frequenti, InSAR può essere uno strumento utile per monitorare la deformazione sotto le centrali energetiche e nelle aree circostanti” dice Benedikt. Altre infrastrutture possono essere argini, aerogeneratori e reti elettriche.

“Le innovazioni sono tecniche o procedure nuove che saranno usate per moltissimo tempo da ora in avanti”

– Benedikt Bayer, co-fondatore e direttore tecnico di Fragile

La prevenzione è uno dei fronti su cui Fragile è più attiva: “I processi di deformazione spesso vengono notati solo quando determinano danni, ma la maggior parte di essi vanno avanti per molto tempo prima di causare segni visibili di distruzione”, spiega Silvia. La tecnologia InSAR può aiutare a identificare le aree critiche prima che si verifichino danni significativi o perdite; inoltre, può essere utilizzata per interpretare la cinematica di un movimento e le possibili cause, naturali o antropogeniche, che le determinano.

Enel Green Power e Fragile, sulla stessa lunghezza d’onda

Non tutti credono alle coincidenze, ma in questo caso si è trattato davvero di trovarsi nel posto giusto al momento giusto, anche se virtualmente, grazie a una famosa piattaforma di social media per le aziende. All'epoca Enel Green Power stava sviluppando un progetto che prevedeva l’analisi di dati InSAR per diverse infrastrutture critiche. “Dopo un test tecnico che ha dato risultati soddisfacenti, abbiamo partecipato a un appalto per diventare fornitori ufficiali” ricorda Benedikt.

Il co-fondatore spiega che il contratto con Enel Green Power è stato cruciale per la crescita e l’espansione di Fragile. “Ha chiaramente cambiato la nostra prospettiva in tanti modi, sia per quanto riguarda la capacità della nostra strumentazione hardware sia per il personale”, afferma. Sottolinea inoltre l'eccellente organizzazione di Enel Green Power, che li ha aiutati a lavorare meglio. Giuseppe Tommaselli, Innovation project manager presso Enel Green Power, sottolinea l'importanza di soluzioni innovative: “Dal momento che le nostre strutture sono operative da diverso tempo, è sempre più necessario utilizzare strumenti avanzati, capaci di monitorare lo stato di salute e, al contempo, aumentare la resilienza dei sistemi, facendo sì che la manutenzione preventiva funzioni in caso di anomalie. Questo garantisce il miglioramento della sicurezza nelle aree dove si trovano le nostre strutture idrauliche”.

Fragile sta attualmente monitorando il primo sito all’estero, in Cile, e sta già guardando al futuro e ai prossimi obiettivi. “Stiamo prendendo in considerazione diverse modalità di sviluppo dei nostri schemi di elaborazione. Stiamo testando alcune strategie per automatizzare parte della nostra catena di elaborazione, in particolare con l’utilizzo di machine learning e intelligenza artificiale” spiega Silvia. Inoltre, nell’immediato futuro verranno lanciati satelliti di nuova generazione: questo permetterà di acquisire informazioni ancor più precise dallo spazio. È ormai evidente che niente può fermare il movimento della Terra - e nemmeno la voglia di crescere di questa startup.

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