Enel Startup Program, vince Gimede

Pubblicato il lunedì, 19 febbraio 2018

Una blockchain leggera e scalabile per utilizzare al meglio il modello BSO (Build, Sell and Operate) negli impianti rinnovabili. L’idea, sviluppata dalla startup romana Gimede è risultata la migliore al Pitch Day della prima edizione dell’Enel Startup Program tenutosi il 5 febbraio.

Il progetto, puntava a fornire a team di neo imprenditori gli strumenti per validare e perfezionare diverse idee di business, attraverso la metodologia lean startup. Durante il programma, i team hanno potuto discutere i progetti e ricevere feedback da diversi manager delle business line di Enel.

Le 5 startup finaliste sono state invitate a presentare i loro progetti di fronte a una giuria di esperti con l’obiettivo di validare il proprio modello di business ed avere la possibilità di discutere il progetto con Enel. Tra i valutatori, Ernesto Ciorra, Chief Innovability Officer di Enel e Claudio Rossi, chairman di Peekaboo.

“Stiamo creando un ecosistema capace di ascoltare quanto Enel cerca in ottica di Open Innovability, in grado anche di offrire un contesto socio-economico nel quale sviluppare cultura d’impresa: vogliamo essere i primi attori del cambiamento", ha sottolineato Ciorra.

Individuare il vincitore non è stato facile, visto che i punteggi assegnati sono risultati tutti molti vicini. Le finaliste arrivavano da un percorso già altamente selettivo che, dalle 350 applicazioni iniziali per lo sviluppo di idee innovative nei campi Smart Home, e-Mobility e Blockchain, si erano ridotte prima a 36, quindi a 10, infine a 5.

Dopo il progetto dello scorso anno, volto a formare personale interno ad Enel sulle tematiche della lean startup, è stato deciso di aprirsi ai talenti appena usciti dalle università italiane od occupati nel settore dell’energia. I numeri testimoniano il successo dell’iniziativa: è stata raggiunta un’audience di 1 milione di persone, con più di 1000 condivisioni social.

“Indipendentemente dal successo finale - ha spiegato Paolo Napolitano, Ceo di Peekaboo - ognuna delle finaliste può comunque ottenere un pitch in Enel, avendo così modo di perfezionare il proprio business model. L’Enel Startup Program riguarda realtà che si trovano in condizione di pre-accelerazione: non disporre ancora di un’idea totalmente sostenibile non significa affatto non avere le giuste skill”.

Avanti con Gimede

Investimenti più rapidi, snelli e comprensibili. La rivoluzione degli asset energetici rinnovabili si chiama Gimede, la compagnia romana di energy monitoring - formata dagli ingegneri Matteo Di Paolo, Antonio Tanzi ed Edoardo Ferrante - che ha convinto la giuria del Pitch Day. Utilizzando un modello già sperimentato in ambito bancario e finanziario, ma dotato ora di strumenti di maggior trasparenza, la blockchain di Gimede è in grado di aiutare a superare i problemi di asimmetria informativa fra investitore ed operatore. Il modello BSO è stato lanciato da Enel con il Piano Strategico 2017-2019 e punta ad accrescere il potenziale di sviluppo del business nel settore delle energie rinnovabili, riducendo allo stesso tempo gli asset di proprietà.  

“L’interazione con Enel durante tutto il percorso formativo è stata molto superiore a quanto ci aspettavamo, con feedback continui, permettendo di costruire il nostro team durante l’esecuzione stessa del programma. Il premio maggiore è sicuramente quello di essersi trovati fra talenti affini, realizzando una crescita sia professionale che umana”, ha osservato Matteo Di Paolo, Ceo di Gimede.

 

Startup da tenere d’occhio

Tra gli altri finalisti, Always On è stata la prima startup a presentarsi a Roma, proponendo un servizio di ricarica degli smartphone basato su una rete capillare - che includa ad esempio ristoranti, pub, pensiline dell’autobus o anche mezzi di trasporto pubblici - in abbinamento a prese thunderbolt e a un’app attraverso cui individuare il punto più vicino per ricaricare il proprio telefonino. Secondo le ultime statistiche, il 66% dei possessori di device elettrici soffre di nomofobia (la paura di restare senza carica), mentre il 39% ha la necessità di ricaricare dalle 2 alle 3 volte al giorno. 

Elbicity ha invece elaborato un progetto per lasciare le biciclette elettriche in qualsiasi punto si desideri e senza fare fatica: si appoggia ad un’app che ne facilita il bloccaggio grazie a dispositivi di sicurezza come i gps nei lucchetti di sicurezza incorporati nel telaio della bicicletta, gli allarmi sonori e le foto fatte dai clienti per assicurare la localizzazione.

Guarda principalmente al mercato turistico del lusso il car-sharing di H-Drive (classificatasi seconda), che mette a disposizione 24 ore su 24 un’auto elettrica in grado di guidare il cliente lungo itinerari selezionati, fornendo al contempo tutte le spiegazioni utili sulla destinazione.

Si entra nel mercato degli assistenti vocali con Voicefab.io (terza classificata), startup che ha progettato il primo assistente virtuale che migliora la comunicazione in famiglia e la gestione delle smarthome. È integrabile con i sistemi Crm, ma anche con le piattaforme che gestiscono dispositivi IoT per monitorare i consumi nelle abitazioni ed è in grado di interagire anche a livello visuale.

Come ha evidenziato Ciorra, il Centro-Sud rappresenta un bacino particolarmente interessante da cui attingere nuovi talenti e Roma, headquarter di Enel, è sicuramente fra i poli italiani più vivaci nel campo dell’innovazione. Enel Startup Program ha anche l’obiettivo di avvicinare sempre di più quelle che sono le esigenze di business alle fonti di innovazione tecnologica ed industriale. Con Enel, domanda e offerta di innovazione sono oggi più vicine.

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