Enel arriva in Silicon Valley

Pubblicato il mercoledì, 15 marzo 2017

Nel cuore della Bay Area, Enel ha inaugurato il suo secondo Innovation Hub, alla University of California di Berkeley, che segue quello di Tel Aviv e con il quale la multinazionale dell’energia mette un piede in uno dei maggiori poli mondiali dell’innovazione tecnologica, a poche miglia dal quartier generale di Facebook, a Menlo Park, e da quello di Google a Mountain View.

L’intento, come nel caso dell’acceleratore in Israele e di quelli che Enel conta di aprire entro la fine dell’anno in altri Paesi, è di esplorare da un osservatorio privilegiato il mondo delle startup tecnologiche (non solo dell’energia) per selezionare e avviare collaborazioni con le più promettenti in quella galassia di idee, creatività e progetti che è la Silicon Valley.

“Questo è l’ennesimo pezzo di un ecosistema globale che ci permetterà di mettere in contatto i diversi talenti fra loro, di creare un network dove le idee possano prendere forma, essere scambiate da una parte all’altra del pianeta e sviluppate rapidamente: – ha detto all’evento di inaugurazione Ernesto Ciorra, direttore Innovazione e Sostenibilità di Enel – in altre parole una struttura che, per usare le parole della celebre esortazione di Steve Jobs, ci metterà in condizione di unire i puntini”.

La collaborazione tra il Gruppo e l’istituzione californiana – la più focalizzata sull’energia al mondo – in realtà ha mosso i primi passi già dal 2014. L’apertura del nuovo Hub avviene in partnership con il Centro di ricerca e informazione tecnologica dell’Università della California (CITRIS), dove l’Hub avrà sede, e il Banatao Institute. Enel è il primo gruppo industriale a stabilire una collaborazione unica con CITRIS.

«Noi non finanziamo o acquistiamo startup, a eccezione di alcuni casi. – ha aggiunto Ciorra – Le aiutiamo invece a sviluppare la tecnologia che può interessare al nostro gruppo, ad andare sul mercato e a condividere anche con altre aziende l’innovazione».

In linea con il modello di Open innovation Enel mette a disposizione i propri hub e il know how anche di altre aziende italiane di medie e grandi dimensioni per avviare attività di innovazione e creare sinergie con nostri progetti.

Le start up ospitate dall’hub californiano saranno selezionate in base alle priorità tecnologiche e di business di Enel e con l’aiuto dell’acceleratore dell’Università di Berkeley riceveranno un supporto tecnologico e di risorse umane per arrivare sul mercato nel minor tempo possibile, anche grazie all’accesso a una rete di fondi di venture capital. Un modello già sperimentato da Enel per esempio con la startup Ultrasolar Technology, che andrà sul mercato il prossimo anno e che produce ottimizzatori di potenza quantistici che permettono di accrescere la potenza estratta dai moduli fotovoltaici, o con Nuvve, che fa parte di un consorzio con Enel e Nissan e fornisce la tecnologia necessaria al servizio vehicle-to-grid già operativo in Danimarca e Regno Unito.

«La sfida per gruppi che operano in settori maturi come Enel è quella di cavalcare l’innovazione per trasformarsi – ha commentato Francesco Venturini, responsabile della Divisione globale rinnovabili di Enel e del mercato nordamericano -. “L’Innovation Hub permetterà al Gruppo un contatto ancora più stretto con alcune delle più innovative startup mondiali, contribuendo a far crescere la nostra leadership nella diffusione delle energie rinnovabili, non solo negli Stati Uniti ma in tutto il mondo”».

All’evento di inaugurazione dell’Innovation Hub ha partecipato anche Henry Chesbrough, docente di economia a Berkeley e autore della teoria della Open Innovation: “Per un’azienda come Enel arroccarsi su se stessa e pensare di poter innovare pescando le idee soltanto al proprio interno non sarebbe semplicemente arrogante: sarebbe un suicidio”.

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