Il futuro made in Italy a CES 2016

Pubblicato il giovedì, 4 febbraio 2016

Le novità in campo elettronico sono state al centro dell’attenzione del mese appena passato grazie al CES, il Consumer Electronic Show di Las Vegas, la manifestazione più grande e imponente del settore, in cui oltre 3.600 aziende hanno esposto i propri prodotti in uno spazio di quasi 250.000 metri quadri.

Migliaia di dispositivi sono stati presentati durante i quattro giorni dell’evento, appartenenti agli ambiti più disparati: dalle tecnologie smart per la cucina a quelle per il risparmio energetico, dai prodotti per la musica all’immancabile wearable, dalle televisioni di ultima generazione alle stampanti 3D.

A presentare le proprie idee durante i quattro giorni anche cinquecento startup, duecento delle quali provenienti dalla Francia con l’incubatore La French Tech, che nei giovani progetti digitali ha investito 200 milioni di euro. Dall’Italia solo dodici startup hanno colto l’occasione di esordire su quello che forse è il palcoscenico più importante del mondo hi-tech.

Tra queste c’è Laboratori Fabrici, che a Las Vegas ha presentato un purificatore d’aria per interni sui generis: si tratta di Clairy, uno speciale vaso da fiori che combina la tecnologia con una vera pianta, aspirando l’aria e filtrandola attraverso il suo terriccio, rilasciandola purificata. Il dispositivo unisce un design ricercato a interessanti feature tecnologiche: oltre a migliorare la qualità dell’aria, la pianta hi-tech invia i dati raccolti allo smartphone o al tablet tramite una semplice connessione WiFi. Il team di Laboratori Fabrici è composto da due giovani industrial designers del Politecnico di Milano, Alessio D’Andrea e Vincenzo Vitiello e da Paolo Ganis, laureato alla Bocconi.

Su tutt’altro fronte l’idea di Carlo Brianza – ingegnere delle telecomunicazioni con un passato in importanti aziende del settore – e del socio Andrea Gaggi: insieme hanno presentato al CES Click’n’Pizza, un dispositivo magnetico da attaccare al frigo per ordinare la pizza con un semplice tocco che ha già raccolto l’interesse di un colosso come Pizza Hut. La startup da loro creata, La Comanda, ha progettato anche Trillio, uno strumento per ricordare alle persone anziane le medicine da assumere durante la giornata.

Sul versante wearable, la proposta presentata da una startup italiana – toscana, precisamente – è quella di FootMoov: una scarpa che nasconde all’interno dei sensori che la trasformano in un dispositivo smart in grado di tracciare la propria attività fisica e di funzionare come periferiche di gioco, abbinate ad app sviluppate dal team di Luigi Campigli, l’ideatore del prodotto.

Poche, dunque, le idee italiane tra gli stand di Las Vegas, ma sicuramente valide. La speranza per le startup italiane è che in futuro possano partecipare più numerose a eventi di questa grandezza, per mettere in luce a livello internazionale le proprie capacità e le proprie competenze anche in ambito hi-tech.

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