Momentum for change: le iniziative contro il cambiamento climatico premiate dalle Nazioni Unite

Published on giovedì, 14 gennaio 2016

Sono tantissime le attività per lo sviluppo sostenibile del Pianeta che nascono ogni giorno in tutto il mondo, ma spesso non riescono a ottenere la giusta visibilità o i dovuti riconoscimenti. A mettere in luce iniziative che vogliono trovare soluzioni innovative ad ambiti come quello sociale, ambientale ed economico è il progetto Momentum for Change, promosso dalle Nazioni Unite con il sostegno della Bill & Melinda Gates Foundation e della Rockefeller Foundation, e in partnership con il World Economic Forum e la Global e-Sustainability Initiative. Pensata per avere un focus sui cambiamenti climatici e su proposte che spingano verso un futuro a zero emissioni, l’iniziativa ha di recente premiato sedici progetti scalabili, replicabili e innovativi con il Momentum for Change Award. Molti di essi provengono da quelle parti del mondo maggiormente danneggiate dai cambiamenti climatici ma al contempo meno sviluppate, e propongono soluzioni per ricavare energia da fonti pulite, limitare gli sprechi in campo energetico o diffondere l’uso della green tech. Azuri PayGo Energy, per esempio, mette insieme energia solare e tecnologia mobile per portare energia pulita nelle aree rurali dell’Africa Sub-Sahariana. Il dispositivo fornisce fino a otto ore di energia solare ogni giorno che gli utenti possono pagare mediante il credito del proprio cellulare o con delle schede prepagate, simili a quelle telefoniche, e permette un risparmio economico ed energetico immediato, risultando vantaggioso per chi lo installa nella propria abitazione. A una scala più ampia si rivolge invece ESCI – Emerging and Sustainable Cities Initiative – il cui scopo è risolvere il problema dell’urbanizzazione dell’America Latina, che aumenta di anno in anno in modo disordinato e senza un’adeguata pianificazione, proponendo percorsi che portino le città di questa area geografica verso un futuro più sostenibile. Dagli Stati Uniti, invece, arriva una soluzione per chi possiede una vettura elettrica: ChargePoint’s Electric Vehicle Charging Corridors. Si tratta di stazioni di ricarica segnalate da un’applicazione per cellulari che permettano agli automobilisti di percorrere lunghe distanze nelle strade più trafficate dell’East e West Coast statunitensi con la certezza di non rimanere “a secco”. Un modo per incentivare l’uso di auto elettriche, finora limitato nelle lunghe percorrenze, e naturalmente ridurre le emissioni.

Ma la tecnologia e gli strumenti ICT possono essere fondamentali anche in contesti diversi, come l’agricoltura. Il progetto “The Enabling Farmers to Adapt to Climate Change”, raccoglie, analizza e invia consigli sui metodi di coltivazione, informazioni sui mercati del bestiame e dei raccolti e previsioni del tempo agli agricoltori in Uganda, attraverso il cellulare o via radio. In questo modo essi riescono a ridurre i danni o le perdite del proprio raccolto, dovuti per lo più proprio ai cambiamenti del clima. Harvesting Geothermal Energy, invece, aiuta le donne delle comunità rurali di El Salvador a utilizzare il calore e il vapore di scarto delle centrali geotermiche per disidratare la frutta da commercializzare e per innaffiare le coltivazioni. Un progetto che permette alle donne di guadagnare in modo stabile e indipendente, riutilizzando un’energia che andrebbe altrimenti sprecata. Innovazione tecnologica e etica si fondono nel Fairphone, creato da un’impresa olandese che sta operando per costruire smartphone sostenibili. Lavorando a stretto contatto con i suoi produttori, l’impresa mira a controllare e a migliorare le condizioni di lavoro nelle fabbriche; dando la disponibilità di riparare l’apparecchio con pezzi di ricambio, essa punta anche ad aumentare la durata dei dispositivi, in modo che il loro impatto ecologico si riduca sempre più. 
Simili e altrettanto innovativi sono i progetti di forte impatto sociale che Enel sta sostenendo in tutto il mondo con il programma Enabling Electricity, rivolto ai Paesi in via di sviluppo. Dall’America Latina all’Africa, l’obiettivo è quello di facilitarne l’accesso all’energia elettrica, abbattere le barriere economiche all’accesso all’elettricità e investire in capacity building: fare in modo, cioè, che le popolazioni abbiano un ruolo attivo e imparino anche a utilizzare e gestire le tecnologie green. Dalle “nonne” sudamericane che in sei mesi riescono a diventare ingegneri solari grazie a un programma intensivo tenuto in India dall’ong Barefoot, alle lampade solari distribuite gratuitamente ai bambini del Kenya per permettere loro di continuare a studiare a casa, l’impegno è quello di colmare un divario ancora troppo grande con i Paesi in via di Sviluppo.
Queste iniziative, insieme alle “Lighthouse Activities” (letteralmente “attività faro”) premiate dalle Nazioni Unite, mostrano come sia possibile sfruttare la giusta tecnologia per fare innovazione pratica ed efficace in qualsiasi parte del mondo, per affrontare i problemi del nostro Pianeta e fornire soluzioni replicabili ovunque.

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