La batteria portatile che si alimenta con una corsa

Pubblicato il lunedì, 18 gennaio 2016

Produrre energia pulita muovendosi per la città e alimentare il proprio smartphone: è questa l’idea – divenuta realtà – di tre ingegneri di Chicago, creatori di Ampy, la batteria portatile che si ricarica grazie all’energia cinetica. 
Il device permette di superare uno dei più classici problemi legati all’utilizzo degli smartphone: la durata troppo breve della loro batteria e la necessità di ricaricarla in qualsiasi momento. Ampy è infatti una piccola scatoletta, «grande come un mazzo di carte e pesante come un cellulare» – come sottolineano i suoi creatori – che si ricarica grazie all’attività fisica: una passeggiata, una corsa o un giro in bici saranno sufficienti per tenere “in vita” il cellulare da una a cinque ore. La batteria portatile funziona con qualsiasi dispositivo che si ricarichi tramite presa USB, come gli smartwatch: basterà un’ora di movimento per caricarne uno per ben ventiquattro ore. In alternativa, non potendo fare altrimenti, si può ricaricare Ampy collegandola a una presa elettrica e conservare l’energia per il momento in cui sarà necessaria.
Il design di Ampy è pensato per non intralciare in nessun modo i movimenti: con una fascia si può “indossare” sul braccio, sul quale si adatta bene grazie alle sue forme arrotondate, e ha un guscio protettivo confortevole che non teme il sudore. Chi non è particolarmente sportivo può anche portarlo in tasca o in borsa durante una normale passeggiata. 
All’interno il dispositivo contiene due induttori che trasformano il movimento in energia e una batteria al litio da 1800 mAh, capace di ricaricare completamente un comune smartphone. Tramite due pulsanti posti sul guscio, invece, è possibile vedere la carica residua e il caricamento in corso. 
L’app dedicata, inoltre, fornisce utili informazioni sull’energia prodotta e sulle calorie bruciate, oltre a presentare dati sul proprio smartphone, indicando in quali fasce orarie la sua batteria viene utilizzata maggiormente e facendo previsioni sulla durata della stessa.
Presentata sulla piattaforma Kickstarter, dove ha in poco tempo raggiunto e superato il goal di centomila dollari – arrivando a raccoglierne oltre il doppio – Ampy è il progetto di Tejas Shastry, Mike Geier e Alex Smith. I tre ingegneri si sono conosciuti durante il PhD alla Northwestern University e hanno deciso di creare insieme uno strumento che permettesse di ricaricare gli smartphone in qualsiasi momento e in qualsiasi luogo. Prendendo spunto dalla propria vita quotidiana in città, fatta di spostamenti in bici, corse e camminate, i tre hanno pensato all’energia cinetica come fonte ideale per ricaricare i device tecnologici. Presto hanno fondato una start-up insieme ad altri designer e ingegneri, arrivando ai primi prototipi di Ampy e alla campagna di crowdfunding di straordinario successo. 
Premiata da Forbes come uno dei 30 migliori team under 30 nel campo dell’energia, la start-up sta concentrando le proprie energie nel campo dei dispositivi wearable, con l’intento di creare prodotti che non necessitino più di energia elettrica e sfruttino unicamente quella prodotta dal proprio movimento.

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