Nerdalize e i caloriferi alimentati dai server informatici

Published on venerdì, 18 dicembre 2015

Una delle sfide più grandi per le startup tecnologiche, negli ultimi anni, è trovare soluzioni intelligenti in grado di affrontare il problema dei cambiamenti climatici. Investire risorse nel tentativo di risparmiare energia è una missione che molte si pongono, e che il più delle volte si concretizza in idee semplici ma non per questo meno dirompenti. È senza dubbio questo il caso di Nerdalize, la startup olandese che ha prototipato dei caloriferi alimentati dal calore prodotto dai server informatici.

I server – strumenti della cui esistenza spesso quasi ci si dimentica, ma che rendono possibile la navigazione online a trecentosessanta gradi – sono ospitati il più delle volte in grandi data center, responsabili di enormi consumi di elettricità, utilizzata principalmente per raffreddare i processori ed evitarne il surriscaldamento. Consumi che, oltre tutto, a causa della sempre maggiore diffusione di Internet sono destinati ad aumentare costantemente. Senza considerare poi i costi degli spazi che ospitano un data center e le risorse necessarie per renderlo attivo dal punto di vista energetico e infine a raffreddarlo.

Quale idea migliore quindi di dislocare i server nelle abitazioni private, smettere di disperderne il calore e al contrario utilizzarlo per riscaldare le case stesse?

Già diversi anni fa il progetto Aquasar aveva pensato a un modo per contenere lo spreco di energie dei data center, immaginando un nuovo e più efficace metodo di raffreddamento, basato sull’acqua e non più sulle ventole, e riutilizzando proprio quell’acqua per riscaldare gli edifici. Nerdalize, diversamente, punta autilizzare direttamente il calore dei server, inglobandoli all’interno di uno speciale calorifero da distribuire nelle abitazioni private. Un’idea che in un colpo solo risolve sia il problema dei costi del server storage, sia quello del consumi per il riscaldamento delle case. A pagare le bollette dell’energia utilizzata per ospitare i server, peraltro, ci penserebbe proprio Nerdalize.

Gli “E-Radiators” progettati dalla startup olandese hanno un design del tutto simile a quelli dei normali caloriferi a muro – è probabile che pochi noterebbero la differenza rispetto a uno “normale” – e permettono a chi li ospita in casa propria di usufruire di spazio cloud a un prezzo vantaggioso, di circa il 55% in meno rispetto alla media.

Al momento il progetto è in fase di sperimentazione in alcune case private nei Paesi Bassi – la startup ha i propri uffici a Delft – e vanta la collaborazione con Eneco, il più grande fornitore di energia elettrica del paese.

In occasione della Venture Competition organizzata dalla Climate KIC – iniziativa europea dedicata ai cambiamenti climatici – l’idea è valsa al trio di imprenditori olandesi il primo premio da 40.000 euro come Best Cleantech Startup europea del 2015.

Non c’è da stupirsi: il meccanismo messo in piedi da Nerdalize sembra perfetto. A conti fatti permetterebbe, sul lungo periodo, di smettere di costruire edifici costosi al solo scopo di ospitare i data center, recuperare un’energia altrimenti sprecata, utilizzarla per uno scopo veramente utile e – di nuovo – capace di far risparmiare risorse energetiche ed economiche. Nerdalize venderebbe poi il suo spazio cloud a un prezzo ridotto e senza inquinare. Un circolo virtuoso nato da un’idea tanto semplice quanto geniale.

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