17 influencer cambieranno il mondo con le nuove tecnologie

Published on venerdì, 20 novembre 2015

Nel corso dell’ultimo anno WIRED e Nokia hanno portato avanti la campagna #MakeTechHuman, studiando l’impatto che la tecnologia avrà sul nostro futuro e la possibilità di incanalarla in una direzione virtuosa, in grado di migliorare la vita di tutti gli esseri umani sulla Terra. Al termine del progetto sono stati premiati col titolo di Agents of Change – veri e propri motori di cambiamento – 17 influencer in tutto il mondo, che con le loro innovazioni hanno avuto un impatto concreto in questioni di rilevanza globale, come l’intelligenza artificiale, la privacy, la salute e la sicurezza.

Tra i 17 Agents of Change c’è anche un italiano: si tratta di Karim El Malki, CEO e fondatore della startup Athonet, dedicata allo sviluppo di reti mobili.

El Malki è un ingegnere di 42 anni di origini egiziane, con una lunga esperienza alle spalle: dopo aver fatto il ricercatore e il docente di Comunicazioni Mobili in Inghilterra, all’Università di Sheffield, ha lavorato per la multinazionale delle telecomunicazioni Ericsson in Svezia, dove ha ricoperto ruoli di alto livello nel settore della ricerca. Lì ha conosciuto il collega Gianluca Verin, con il quale ha deciso di fare ritorno in Italia per fondare una propria startup. Una scelta, quella di tornare a casa dopo tanti anni all’estero, che è soprattutto una scommessa. I due hanno intrapreso la strada più difficile, rinunciando a possibili e concreti investimenti fuori dall’Italia, affrontando un percorso lungo e difficile, ma la loro fatica è stata presto ripagata.

El Malki e Verin hanno creato insieme Athonet, un’azienda specializzata in infrastrutture di rete mobile che ha creato una soluzione low cost e facilmente trasportabile che permette di creare reti cellulari autonome in grado di coprire ampie zone come ospedali, campus universitari o aeroporti consentendo agli utenti di connettersi. Ma è soprattutto in aree rurali, soggette al digital divide o in zone che stanno affrontando i danni di catastrofi naturali che PriMo – questo il nome della soluzione progettata da Athonet – fa la differenza.

Il primo vero banco di prova avviene proprio in Italia. Quando infatti nel 2012 il terremoto in Emilia compromise le comunicazioni tagliando fuori le persone sfollate – ma soprattutto i soccorritori – da qualsiasi tipo di connessione, Athonet è intervenuta creando una rete wireless in grado di ripristinare la copertura cellulare. Questo intervento, che ha supportato in modo decisivo le azioni della Protezione Civile, è valso al team di Athonet una medaglia dal Presidente Napolitano, che ha riconosciuto l’importanza di uno strumento come PriMo in casi di emergenza.

Il kit creato dalla startup sfrutta la tecnologia UMTS/HSPA e LTE ed è facile da trasportare come una valigetta. Si tratta anche di uno strumento poco costoso: mentre una rete tradizionale infatti richiederebbe un investimento di decine di milioni di euro, PriMo si assesta su un ordine di grandezza inferiore. Sperimentato anche in aree critiche, considerate la periferia del mondo tecnologico dove le grandi aziende evitano di investire – anche a causa dei frequenti furti di cavi di rame – si è rivelato un successo. Athonet ha portato la sua rete anche in Malawi e in altre zone dell’Africa, dimostrando un forte impegno per la diffusione e l’accesso alle telecomunicazioni in zone altrimenti ignorate.

Non c’è da stupirsi quindi che Karim El Malki sia considerato uno dei 17 influencer che con le proprie innovazioni cambieranno in meglio il mondo e la vita dei suoi abitanti: col suo team ha dato prova che non esistono zone destinate a rimanere tagliate fuori dalle comunicazioni. Le aree più critiche, le zone al margine, rappresentano al contrario una sfida che solo i veri innovatori sono in grado di cogliere, cosa che Athonet ha dimostrato in tutto il mondo.

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