31 March, 2016/Startup

Scaling Together: collaborazione tra startup e aziende

La collaborazione tra startup e aziende e le barriere che spesso impediscono che tali collaborazioni avvengano sono al centro del report “Scaling Together” recentemente pubblicato da Nesta, organizzazione no profit nata con lo scopo di aiutare imprenditori e organizzazioni a dare vita a grandi idee – in collaborazione con lo Scale-up Institute, nell’ambito del progetto Startup Europe Partnership, finanziato dalla Commissione Europea per aiutare le startup a ingrandirsi attraverso la collaborazione con aziende. Nel documento vengono presentati case-history e consigli pratici per favorire questo tipo di collaborazioni.
Nel report si legge di come i rapporti di partnership tra aziende e startup stiano aumentando rapidamente, con sempre più imprese che vedono queste occasioni come un meccanismo per avere accesso all’innovazione e promuovere un cambiamento culturale interno. E se le grandi aziende molto spesso stipulano tra di loro accordi per innovarsi, migliorare e creare valore, sembrano ancora molto restie a fare lo stesso con le startup.

Le forme di collaborazione, in questo caso, sono tante e di diversa natura: dall’incubazione all’accelerazione, dalla progettazione congiunta di un prodotto alla vera e propria acquisizione, ognuna di esse dà benefici e vantaggi particolari. La ricerca che ha portato al report ha dimostrato come tre quarti delle startup e scale-up hanno trovato vantaggioso poter collaborare con un’azienda, dalla quale solitamente ottengono supporto, referenze, contatti importanti e visibilità.

A dimostrazione di quanto questo genere di rapporti sia da incoraggiare, gli studi hanno dimostrato – sul versante opposto – anche un aumento degli affari per le aziende. Tra i casi di successo proposti all’interno del report figura anche Enel, che da anni ormai collabora con giovani startup in aree come la tecnologia smart grid, l’energy storage e l’analisi dei dati.

Per arrivare però a un processo di collaborazione proficuo, Enel ha messo a punto un sistema che le permette di selezionare con cura le startup con cui lavorare, e di farlo in maniera semplice e veloce, attraverso cinque step. Il primo è lo screening preliminare, che avviene attraverso la selezione delle startup con cui il Gruppo entra in contatto. Il secondo si basa sul feedback dell’Advisory Board, che sceglie se procedere o meno con la collaborazione su un determinato progetto. La terza fase, chiamata Commercial Due Diligence, serve a valutare l’attività della startup, per comprenderne il valore e l’impatto. A questa segue la vera e propria fase di negoziazione, in cui contratto viene strutturato il progetto e l’accordo di collaborazione. Il tutto si conclude con la quinta e ultima fase, in cui il Comitato Innovazione dà la sua approvazione finale. Cinque step, dunque, che vengono seguiti rispettando i giusti tempi e le scadenze prefissate, per impedire perdite di tempo dannose per entrambe le parti.

L’esempio di Enel dimostra come con una giusta strategia si possano superare le barriere – soprattutto culturali –  che ancora troppo spesso impediscono una proficua collaborazione tra startup, scale-up e grandi aziende.